venerdì 26 novembre 2010

Nevica

Oggi Sasha ha visto la neve per la primissima volta della sua vita.
Io emozionatissima, imbacuccata, macchina fotografica pronta a immortalare il grande momento.

Lui mette il naso fuori,
inclina la testona,
mi guarda come a dire "tu sei scema",
e rientra in casa.

...potrei avere il primo cane da slitta che odia la neve.

mercoledì 20 ottobre 2010

sabato 2 ottobre 2010

Ricordi

E' ricomparso chissà come, in mezzo al consueto caos, un vecchio bloc-notes parecchio stropicciato. Fa un certo effetto scoprire, tra pupazzi e scarabocchi di mia sorella, le tracce di un passato così recente ma già in gran parte dimenticato.

L'improbabile traduzione di una versione di Cicerone.
La parafrasi del terzo canto dell'Inferno.
Qualche equazione risolta a metà.
Le formule di chimica.
Un commento svogliato a un articolo del Corriere.
I codici di un videogioco.
E poi.
Le vignette della Lo e i miei commenti scarabocchiati a fianco.
Deliranti conversazioni epistolari tra compagne di banco.
Una poesia scritta allora, che pensavo di trovare ridicola, invece no.
L'inizio di un romanzo di cui esiste solo la prima pagina.
Cuoricini e iniziali di cui non ricordo il significato.

Pensavo di buttarlo, ma poi non ci sono riuscita.
Mi sono limitata a nasconderlo nel disordine: tra qualche anno salterà di nuovo fuori, e sarò felice di averlo conservato.

giovedì 2 settembre 2010

Uscire

Succede che dopo mesi e mesi di nero assoluto, lentamente le cose inizino a normalizzarsi.
Che la voce di mia madre torni a procurarmi solo una sana dose di fastidio e insofferenza, e non crisi isteriche, rabbia, pianto e attacchi di panico.
Che la voragine che ho avuto a pochi millimetri dai piedi fino a poco fa, si sia spostata. Non troppo lontano, ma quanto basta per permettermi di girare un po' la testa, così da non averla sempre sotto gli occhi.
Succede insomma che stia tentando di uscire dal mio rassicurante guscio di angoscia e drammi interiori, come una lumaca che stiracchia i cornini dopo un acquazzone estivo.

Il mio ritorno alla vita però non è stato esattamente l'ingresso trionfale che mi ero prefigurata: niente tappeto rosso, tanto per dirne una.
E' tutto molto faticoso, alienante e a tratti terrorizzante, e ti fa capire che il mondo non se ne sta lì ad aspettare il tuo rientro col fiato sospeso, ma tende piuttosto ad andare avanti facendosi i fatti suoi.
Mi sono ri-infilata in una me stessa della quale, sinceramente, ricordo a malapena i comandi di base: una che non sa più come si risponde a tono a una battuta, che si distrae durante le chiacchiere di gruppo, che vorrebbe dire una cosa, ma forse non è il caso, ma si dai è divertente...ormai il momento è passato, non la dico più.
Una me stessa che si dimentica della persona con cui sta parlando nel momento in cui ci sta parlando, con esiti disastrosi.
Una che fatica a distinguere seghe mentali e realtà, che si sente sempre come se si fosse infilata le mutande al contrario e che passa gran parte del tempo a patteggiare col desiderio di fuggire di nuovo nel suo guscio buio e angusto, al calduccio.
Infine, una me stessa improvvisamente incapace di comunicare con le persone a cui tiene, e di stare vicino nel modo giusto a chi, bene o male, se l'è sopportata in tutti questi mesi di follia senza fuggire a gambe levate, cosa che qualunque persona con istinto di sopravvivenza avrebbe fatto.
Il fatto è che a furia di sentirmi goffa e inadeguata, lo sono diventata per davvero.

lunedì 23 agosto 2010

Incomprensioni

No!
Fermo!
Psssssssssssss! PSSSSS!
Sciò! Via! VIAAAA!
Uuuuu! Uaaau Uaaaaaa UAAAaaa!
Giù! Giù!
Giù da lì!
NO! 
UIIIIIIIIIIIIIIIIIII!
Wof! WOF WOF!
SSSHHHHHHHHH!
Grrr! GRRRRRRR!  GROAAAAAAAAR!

...Tra il Fidanzato-in-carriera e i miei gatti ci sono evidenti problemi di comunicazione.

mercoledì 23 giugno 2010

Di estetiste, metropolitana e stangone

Nonostante questo tempo impazzito, che non si è ancora capito se è giugno o novembre (il mio naso, ad esempio, ha deciso che è novembre e si è arreso al raffreddore), ho pensato fosse giunta l'ora di organizzarmi per l'estate e, in vista di future giornate in piscina, pantaloncini, gonnelline e bikini, ho dedicato la giornata alla depilazione integrale di me medesima.

Dovete sapere che io sono un'integralista della ceretta.
Vado dal parrucchiere una volta all'anno, spesso giro vestita in modo che dire approssimativo è minimizzare, mi mangio le unghie e non sono in grando di mettermi lo smalto senza dipingermi anche mezza falange, mi trucco per finta e per me "farmi i capelli" vuol dire dargli una rastrellata dopo la doccia e via, ma sulla ceretta non transigo.
Una volta al mese, con puntualità svizzera, vado a farmi spennare dalla testa ai piedi come una gallina.
Lamette, silkepil e creme depilatorie sono il diavolo.
Lo dice anche la bibbia: tu, donna, ti depilerai con dolore!

Per questo ho la mia estetista di fiducia. Una tizia secca secca, con le tette rifatte, l'abbronzatura di chi dorme nel lettino solare e il rossetto ciclamino, che mi chiama Amo'  e che ogni volta mi fa il culo quadrato perchè mi dimentico di farmi lo scrub.
Però è una fuoriclasse, riesce a depilare un inguine integrale il 6 minuti netti e, se glielo chiedi, è capace di farti la cera pure ai peli del naso.
Fa anche dei prezzi onesti, il che non guasta.

Purtroppo non sono l'unica a pensarla così e ormai, nonostante lei abbia più braccia della dea Kalì e riesca a depilare tre persone in contemporanea, mentre mette lo smalto a una quarta e fa una pedicure alla quinta, per riuscire a prendere un appuntamento con lei bisogna attivarsi almeno 3 settimane prima.
Figuriamoci ora che arriva l'estate.
"Pronto Estetista-preferita come stai? quando hai un buco libero per farmi la ceretta?" 
"Ciao Amo' fammi controllare...facciamo il 27 Ottobre alle 16.00?". 
Come non detto.
Mi è toccato rivolgermi alla odiata concorrenza.

Già ero un po' inversa per via del raffreddore, in più venivo diretta da Milano, quindi ero stanca, spettinata, e accaldata. Avevo il trucco colato fino al mento e la faccia smunta di chi non ha trovato posto a sedere e si è sorbito 40 minuti di metropolitana appesa al palo, tra un gruppetto di adolescenti chiassosi e sudati, uno yorkshire isterico e la sua padrona, evidentemente non-milanese e quindi incapace di reggersi in piedi sulla metro in movimento, che mi è ripetutamente caracollata addosso pestandomi i piedi.
Indossavo la divisa d'ordinanza: jeans strasciconi, maglietta "I've got a very fat cat", scarpe da ginnastica, mutande arancioni con disegnato un papero.

Ora, immaginatevi di essere me: siete conciate come una profuga e state andando a farvi la cera. Sapete che dovrete denudarvi, mostrando la vostra cellulite, le vostre intimità e la vostra ripugnante peluria a una che non è vostra madre e neppure la vostra ginecologa. Sapete che dovrete lasciarvi smanacciare impudicamente senza protestare e sapete che dovrete soffrire a denti stretti le pene dell'inferno.
Chi vorreste che vi venisse incontro, con un gran sorriso, all'ingresso del centro estetico?
A. Un'adorabile donnetta di mezza età, magari un po' rotondetta, pronta a elargire saggi consigli e rimedi della nonna e a chiedervi ripetutamente: "ma mangi abbastanza? sei così magra...".
B. Un donnone energico e ridanciano, vestito come moira orfei, che ciarla incessantemente per tutta l'operazione dei suoi problemi di peso, complimentandosi con ammirazione per la vostra forma perfetta.
C. Una 19enne di un metro e una stanga con un corpo da favola, perfettamente abbronzata, truccata e pettinata, con languidi occhi verdi, capelli corvini lunghi fino al culo, il reggiseno di pizzo nero che fa capolino dall'abbondante scollatura e nemmeno un peletto superfluo.

Ora indovinate quale delle tre è toccata alla sottoscritta?
...ecco appunto.

venerdì 11 giugno 2010

Esperimento culinario bis

"Sai cosa dovresti fare la prossima volta che ti viene in mente di provare a cucinare?
                                                                  ...Ordina una pizza!"


Mia sorella è una piccola ingrata.

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