No!
Fermo!
Psssssssssssss! PSSSSS!
Sciò! Via! VIAAAA!
Uuuuu! Uaaau Uaaaaaa UAAAaaa!
Giù! Giù!
Giù da lì!
NO!
UIIIIIIIIIIIIIIIIIII!
Wof! WOF WOF!
SSSHHHHHHHHH!
Grrr! GRRRRRRR! GROAAAAAAAAR!
...Tra il Fidanzato-in-carriera e i miei gatti ci sono evidenti problemi di comunicazione.
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lunedì 23 agosto 2010
mercoledì 5 maggio 2010
Ebbene no, non sono morta!
Evviva!
E' che ho avuto un mese un po' strano: per metà del tempo sono stata così freneticamente impegnata ad architettare e realizzare un paio di entusiasmanti progetti (che non so bene dove porteranno, ma l'importante è tenersi occupati) che non ho avuto tempo per scrivere.
Per l'altra metà sono stata talmente depressa e scoglionata che non avevo nessuna voglia di scrivere.
E se anche lo avessi fatto, probabilmente avrei pubblicato post talmente patetici e deliranti da farvi fuggire tutti a gambe levate. Quindi meglio così.
Cosa è cambiato nella mia vita in questo mese?
Poco.
1. Sono piena di gatti fin sopra le orecchie. La gattina nera e menosa che si chiamava Amelie è stata ribattezzata Cassandra e, non si sa bene come, si è stabilita a casa mia. Crescendo è diventata più stronza e meno bella (e te pareva!) quindi non so bene perchè ho fatto sta pazzia...semplicemente un giorno sono andata all'Enpa e ho firmato il modulo di affido.
Credo sia perchè ha un odio innato per mia madre e questo fa di lei la mia gatta ideale, nonchè la mia migliora amica.
I miei non sanno ancora niente e continuano a chiedermi quando se ne andrà. ...Immagino che prima o poi se ne faranno una ragione.
Nel frattempo sono passati di qui altri 3 gattini che Cassandra ha detestato, bullizzato e brutalizzato, per poi farci amicizia il giorno prima che venissero adottati.
L'ultimo si chiama Romeo e ha pisciato sul materasso che c'è sotto al mio letto...non ho avuto il coraggio di dirlo ai miei, quindi dormo da una settimana in una camera che puzza come il bagno di un McDonald's.Risparmiatevi commenti su questo punto per cortesia.
Domani pomeriggio arriveranno altri gattini da allattare...Direi che c'è un buon 80% di possibilità che io mi ritrovi a dormire alla Stazione Centrale con tutta la tribù gattesca. Se volete venire a lanciarmi 2euro o un tozzo di pane fate pure, vi aspetto!
2. Non ho ancora deciso che fare della mia università. Nel senso che un giorno studio, il giorno successivo decido di fare la rinuncia, il giorno dopo ancora penso "ma no dai...studio".
3. Non sono ancora andata dalla psicoterapeuta.
In compenso mi sono imbattuta in una psicologa assai entusiasta ma leggermente invadente.
Roba che mi aspetto di trovarmela fuori di casa una di queste mattine...
E' una di quelle persone inquietanti che ti chiedono di aprire il tuo cuore e ti baciano, ti abbracciano e si avvinghiano anche se non le hai mai viste in vita tua.
Io sono una che: "Per caso andiamo a letto insieme? No? E allora non c'è nessun motivo per entrare in contatto fisico, grazie per il pensiero comunque".
Per dire: conosco Amica-Fashion dai tempi dell'asilo e credo che in 23 anni, il contatto più intimo che abbiamo avuto sia stato camminare sotto lo stesso ombrello mentre pioveva a dirotto. E solo perchè io, per principio, esco sempre senza ombrello. Sennò probabilmente ci saremmo risparmiate anche quello!
Ed è la mia migliore amica eh...
4. Bimbo-Patata sta imparando a parlare. Ha aggiunto al suo vocabolario altre due parole fondamentali: Audi e Porsche. Notare che non sa ancora dire il nome di suo fratello e nemmeno quello della sua babysitter.
A parte questo, usa gli stessi vocalizzi che usava anche prima, solo che adesso LUI è convinto di saper parlare, quindi si incazza da morire quando qualcuno non capisce al volo cosa diavolo vuole dire!
5. English-Boy ha decretato che a leggere in inglese sono proprio una mezza sega. Quindi dalla prossima volta sono pregata di portarmi dietro un libretto in italiano per leggergli la fiaba della buonanotte "perchè almeno in italiano sai leggere, vero???" ...
6. Ho scoperto che esiste un orso più rincoglionito di Winnie the Pooh: si chiama Agente Speciale Oso ed è davvero un decelebrato. Ma di questo magari parlerò in un altro post.
Statemi bene!
E' che ho avuto un mese un po' strano: per metà del tempo sono stata così freneticamente impegnata ad architettare e realizzare un paio di entusiasmanti progetti (che non so bene dove porteranno, ma l'importante è tenersi occupati) che non ho avuto tempo per scrivere.
Per l'altra metà sono stata talmente depressa e scoglionata che non avevo nessuna voglia di scrivere.
E se anche lo avessi fatto, probabilmente avrei pubblicato post talmente patetici e deliranti da farvi fuggire tutti a gambe levate. Quindi meglio così.
Cosa è cambiato nella mia vita in questo mese?
Poco.
1. Sono piena di gatti fin sopra le orecchie. La gattina nera e menosa che si chiamava Amelie è stata ribattezzata Cassandra e, non si sa bene come, si è stabilita a casa mia. Crescendo è diventata più stronza e meno bella (e te pareva!) quindi non so bene perchè ho fatto sta pazzia...semplicemente un giorno sono andata all'Enpa e ho firmato il modulo di affido.
I miei non sanno ancora niente e continuano a chiedermi quando se ne andrà. ...Immagino che prima o poi se ne faranno una ragione.
Nel frattempo sono passati di qui altri 3 gattini che Cassandra ha detestato, bullizzato e brutalizzato, per poi farci amicizia il giorno prima che venissero adottati.
L'ultimo si chiama Romeo e ha pisciato sul materasso che c'è sotto al mio letto...non ho avuto il coraggio di dirlo ai miei, quindi dormo da una settimana in una camera che puzza come il bagno di un McDonald's.Risparmiatevi commenti su questo punto per cortesia.
Domani pomeriggio arriveranno altri gattini da allattare...Direi che c'è un buon 80% di possibilità che io mi ritrovi a dormire alla Stazione Centrale con tutta la tribù gattesca. Se volete venire a lanciarmi 2euro o un tozzo di pane fate pure, vi aspetto!
2. Non ho ancora deciso che fare della mia università. Nel senso che un giorno studio, il giorno successivo decido di fare la rinuncia, il giorno dopo ancora penso "ma no dai...studio".
3. Non sono ancora andata dalla psicoterapeuta.
In compenso mi sono imbattuta in una psicologa assai entusiasta ma leggermente invadente.
Roba che mi aspetto di trovarmela fuori di casa una di queste mattine...
E' una di quelle persone inquietanti che ti chiedono di aprire il tuo cuore e ti baciano, ti abbracciano e si avvinghiano anche se non le hai mai viste in vita tua.
Io sono una che: "Per caso andiamo a letto insieme? No? E allora non c'è nessun motivo per entrare in contatto fisico, grazie per il pensiero comunque".
Per dire: conosco Amica-Fashion dai tempi dell'asilo e credo che in 23 anni, il contatto più intimo che abbiamo avuto sia stato camminare sotto lo stesso ombrello mentre pioveva a dirotto. E solo perchè io, per principio, esco sempre senza ombrello. Sennò probabilmente ci saremmo risparmiate anche quello!
Ed è la mia migliore amica eh...
4. Bimbo-Patata sta imparando a parlare. Ha aggiunto al suo vocabolario altre due parole fondamentali: Audi e Porsche. Notare che non sa ancora dire il nome di suo fratello e nemmeno quello della sua babysitter.
A parte questo, usa gli stessi vocalizzi che usava anche prima, solo che adesso LUI è convinto di saper parlare, quindi si incazza da morire quando qualcuno non capisce al volo cosa diavolo vuole dire!
5. English-Boy ha decretato che a leggere in inglese sono proprio una mezza sega. Quindi dalla prossima volta sono pregata di portarmi dietro un libretto in italiano per leggergli la fiaba della buonanotte "perchè almeno in italiano sai leggere, vero???" ...
Statemi bene!
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martedì 23 febbraio 2010
martedì 16 febbraio 2010
Nuovi arrivi
Insomma bisognava che prima o poi ne parlassi.
Delle mie attitudini da gattara intendo.
Per quelli che già si immagino la vecchia pazza dei Simpson che lancia gatti a chiunque la guardi: no, non le somiglio per niente.
Io i gatti non li lancio, li raccatto. E poi sono giovane e carina.
Più o meno funziona così: la Protezione Animali mi telefona e mi dice -Ci hanno appena portato un micino minuscolo, puoi venirtelo a prendere?-. Io vado e me lo porto a casa. Lo rimetto in sesto, lo curo se è malato, lo svezzo se ancora non mangia da solo. Alla fine lo faccio vaccinare e gli cerco una famiglia. Questo, soprattutto d'estate, capita a ripetizione.
Appena uno viene adottato, ne arriva un altro.
I miei genitori all'inizio si arrabbiavano, dopo un po' si limitavano a brontolare, infine si sono rassegnati. Ora mi chedono con impazienza quando arriverà prossimo gattino, che loro ne sentono la mancanza.
I cuccioli di gatto sono così: creano assuefazione. Una volta che cominci, non riesci più a farne a meno.
Ma torniamo a noi.
Vi presento ufficialmente i primissimi micro-trovatelli del 2010.
Hanno storie diverse, ma sono entrambi approdati qui, in un modo o nell'altro. Così, per pura coincidenza, sono diventati fratelli.
Alvin ha 50 giorni, viene da Roma e ha un occhietto malandato che gli conferisce il fascino dell'uomo vissuto.
Deve il suo nome al famoso chipmunk dalla vocetta fastidiosa: la sua è uguale.
E' arrivato dalla capitale in grande stile, viaggiando in prima classe sull'Eurostar più veloce del west.
Deve essersi montato la testa perchè appena ha messo piede nella metropolitana milanese ha iniziato a gridare a pieni polmoni tutto il suo disappunto: evidentemente riteneva che una limousine fosse più appropriata per un gatto della sua levatura. In ogni caso, non avevo soldi nemmeno per un taxi, quindi sua eminenza ha dovuto adeguarsi, e ha continuato a strillare fino a casa.
Una volta arrivato ha scoperto che la sua mamma non era lì ad aspettarlo, come probabilmente si aspettava lui. Si è infuriato col mondo: ha miagolato alla lettiera, al topino di pezza, alla ciotola, alle mie pantofole e al micio che lo fissava dallo specchio.
Quando gli ho offerto un piattino di costossissima mousse di anatra, ha miagolato anche a quella.
Poi si è avvicinato diffidente, ha dato una sniffatina e l'ha divorata.
A pancia piena deve aver fatto qualche considerazione e, una volta stabilito che potevo essere una mamma passabile, ha smesso di lamentarsi e mi si è appiccicato come una cozza.
Anche Amèlie ha 50 giorni, l'hanno raccolta ieri sul ciglio della tangenziale.
E' soffice e silenziosa come un trudino, si è lasciata fare il bagno senza lamentrarsi, ha sopportato stoicamente il phon che le arruffava il lungo pelo, infine si è fatta pettinare e profumare.
E' una principessina che sembra uscita dagli Aristogatti. Sta seduta ben composta accanto a me e, fuseggiando sorniona alle mie carezze, finge di ignorare i tentativi di Alvin di attirare la sua attenzione.
Lui salta, rotola, miagola, si esibisce in goffe acrobazie e le allunga qualche impudente zampata.
Lei, impassibile, socchiude appena gli occhi.
Poi abbassa castamente lo sguardo e, con apparente noncuranza, si liscia il pelo nero e lucido.
La linguetta rosa guizza rapida e maliziosa.
Un tripudio di felina sensualità.
ps: Le foto fanno un po' pena, lo so. Ma fotografare i gatti è un'impresa. Sono abilissimi a prenderti per il culo: stanno perfettamente immobili, in posa, per minuti. Ma appena sei pronto a scattare, girano la testa e se ne vanno, agitando eloquentemente la coda.
Delle mie attitudini da gattara intendo.
Per quelli che già si immagino la vecchia pazza dei Simpson che lancia gatti a chiunque la guardi: no, non le somiglio per niente.
Io i gatti non li lancio, li raccatto. E poi sono giovane e carina.
Più o meno funziona così: la Protezione Animali mi telefona e mi dice -Ci hanno appena portato un micino minuscolo, puoi venirtelo a prendere?-. Io vado e me lo porto a casa. Lo rimetto in sesto, lo curo se è malato, lo svezzo se ancora non mangia da solo. Alla fine lo faccio vaccinare e gli cerco una famiglia. Questo, soprattutto d'estate, capita a ripetizione.
Appena uno viene adottato, ne arriva un altro.
I miei genitori all'inizio si arrabbiavano, dopo un po' si limitavano a brontolare, infine si sono rassegnati. Ora mi chedono con impazienza quando arriverà prossimo gattino, che loro ne sentono la mancanza.
I cuccioli di gatto sono così: creano assuefazione. Una volta che cominci, non riesci più a farne a meno.
Ma torniamo a noi.
Vi presento ufficialmente i primissimi micro-trovatelli del 2010.
Hanno storie diverse, ma sono entrambi approdati qui, in un modo o nell'altro. Così, per pura coincidenza, sono diventati fratelli.
Alvin ha 50 giorni, viene da Roma e ha un occhietto malandato che gli conferisce il fascino dell'uomo vissuto.
Deve il suo nome al famoso chipmunk dalla vocetta fastidiosa: la sua è uguale.
E' arrivato dalla capitale in grande stile, viaggiando in prima classe sull'Eurostar più veloce del west.
Deve essersi montato la testa perchè appena ha messo piede nella metropolitana milanese ha iniziato a gridare a pieni polmoni tutto il suo disappunto: evidentemente riteneva che una limousine fosse più appropriata per un gatto della sua levatura. In ogni caso, non avevo soldi nemmeno per un taxi, quindi sua eminenza ha dovuto adeguarsi, e ha continuato a strillare fino a casa.
Una volta arrivato ha scoperto che la sua mamma non era lì ad aspettarlo, come probabilmente si aspettava lui. Si è infuriato col mondo: ha miagolato alla lettiera, al topino di pezza, alla ciotola, alle mie pantofole e al micio che lo fissava dallo specchio.
Quando gli ho offerto un piattino di costossissima mousse di anatra, ha miagolato anche a quella.
Poi si è avvicinato diffidente, ha dato una sniffatina e l'ha divorata.
A pancia piena deve aver fatto qualche considerazione e, una volta stabilito che potevo essere una mamma passabile, ha smesso di lamentarsi e mi si è appiccicato come una cozza.
Anche Amèlie ha 50 giorni, l'hanno raccolta ieri sul ciglio della tangenziale.
E' soffice e silenziosa come un trudino, si è lasciata fare il bagno senza lamentrarsi, ha sopportato stoicamente il phon che le arruffava il lungo pelo, infine si è fatta pettinare e profumare.
E' una principessina che sembra uscita dagli Aristogatti. Sta seduta ben composta accanto a me e, fuseggiando sorniona alle mie carezze, finge di ignorare i tentativi di Alvin di attirare la sua attenzione.
Lui salta, rotola, miagola, si esibisce in goffe acrobazie e le allunga qualche impudente zampata.
Lei, impassibile, socchiude appena gli occhi.
Poi abbassa castamente lo sguardo e, con apparente noncuranza, si liscia il pelo nero e lucido.
La linguetta rosa guizza rapida e maliziosa.
Un tripudio di felina sensualità.
ps: Le foto fanno un po' pena, lo so. Ma fotografare i gatti è un'impresa. Sono abilissimi a prenderti per il culo: stanno perfettamente immobili, in posa, per minuti. Ma appena sei pronto a scattare, girano la testa e se ne vanno, agitando eloquentemente la coda.
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