Odio essere così vulnerabile, che ogni cazzata mi ferisce dritta al cuore. E' come camminare sul vetro, ogni tanto penso di aver trovato un appiglio e invece regolarmente serve solo a farmi fare un passo falso, a creare un'altra crepa.
Fino a quando lo scotch riuscirà a tenere insieme il tutto?
Esploderò in mille frammenti come il calice della pubblicità del Parmigiano?
Mentre era sperso in Alaska, Christopher McCandless ha scritto:
"La fragilità del cristallo non è una debolezza, ma una raffinatezza". Che sarà anche vero, ma io tante volte preferirei essere di gomma, rimbalzare felicemente da una parte all'altra abbattendo i cristalli altrui, senza che nulla possa scalfirmi.
Oggi è l'8 di Marzo, c'è il sole e avrei voluto scrivere un bel post da dedicare a tutte le donne del mondo, che soffrono, che lottano, che muoiono, che si rialzano sempre.
Invece riesco a pensare solo a me stessa e a lagnarmi inutilmente per cose futili.
Mi sento abbastanza stupida.
Di sicuro non faccio molto onore alla categoria.