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mercoledì 5 maggio 2010

Ebbene no, non sono morta!

Evviva!
E' che ho avuto un mese un po' strano: per metà del tempo sono stata così freneticamente impegnata ad architettare e realizzare un paio di entusiasmanti progetti (che non so bene dove porteranno, ma l'importante è tenersi occupati) che non ho avuto tempo per scrivere.
Per l'altra metà sono stata talmente depressa e scoglionata che non avevo nessuna voglia di scrivere.
E se anche lo avessi fatto, probabilmente avrei pubblicato post talmente patetici e deliranti da farvi fuggire tutti a gambe levate. Quindi meglio così.

Cosa è cambiato nella mia vita in questo mese?
Poco.

1. Sono piena di gatti fin sopra le orecchie. La gattina nera e menosa che si chiamava Amelie è stata ribattezzata Cassandra e, non si sa bene come, si è stabilita a casa mia. Crescendo è diventata più stronza e meno bella (e te pareva!) quindi non so bene perchè ho fatto sta pazzia...semplicemente un giorno sono andata all'Enpa e ho firmato il modulo di affido.
Credo sia perchè ha un odio innato per mia madre e questo fa di lei la mia gatta ideale, nonchè la mia migliora amica.
I miei non sanno ancora niente e continuano a chiedermi quando se ne andrà. ...Immagino che prima o poi se ne faranno una ragione.

Nel frattempo sono passati di qui altri 3 gattini che Cassandra ha detestato, bullizzato e brutalizzato, per poi farci amicizia il giorno prima che venissero adottati.
L'ultimo si chiama Romeo e ha pisciato sul materasso che c'è sotto al mio letto...non ho avuto il coraggio di dirlo ai miei, quindi dormo da una settimana in una camera che puzza come il bagno di un McDonald's.Risparmiatevi commenti su questo punto per cortesia.
Domani pomeriggio arriveranno altri gattini da allattare...Direi che c'è un buon 80% di possibilità che io mi ritrovi a dormire alla Stazione Centrale con tutta la tribù gattesca. Se volete venire a lanciarmi 2euro o un tozzo di pane fate pure, vi aspetto!

2. Non ho ancora deciso che fare della mia università. Nel senso che un giorno studio, il giorno successivo decido di fare la rinuncia, il giorno dopo ancora penso "ma no dai...studio".

3. Non sono ancora andata dalla psicoterapeuta.
In compenso mi sono imbattuta in una psicologa assai entusiasta ma leggermente invadente.
Roba che mi aspetto di trovarmela fuori di casa una di queste mattine...
E' una di quelle persone inquietanti che ti chiedono di aprire il tuo cuore e ti baciano, ti abbracciano e si avvinghiano anche se non le hai mai viste in vita tua.
Io sono una che: "Per caso andiamo a letto insieme? No? E allora non c'è nessun motivo per entrare in contatto fisico, grazie per il pensiero comunque".
Per dire: conosco Amica-Fashion dai tempi dell'asilo e credo che in 23 anni, il contatto più intimo che abbiamo avuto sia stato camminare sotto lo stesso ombrello mentre pioveva a dirotto. E solo perchè io, per principio, esco sempre senza ombrello. Sennò probabilmente ci saremmo risparmiate anche quello!
Ed è la mia migliore amica eh...

4. Bimbo-Patata sta imparando a parlare. Ha aggiunto al suo vocabolario altre due parole fondamentali: Audi e Porsche. Notare che non sa ancora dire il nome di suo fratello e nemmeno quello della sua babysitter.
A parte questo, usa gli stessi vocalizzi che usava anche prima, solo che adesso LUI è convinto di saper parlare, quindi si incazza da morire quando qualcuno non capisce al volo cosa diavolo vuole dire!

5. English-Boy ha decretato che a leggere in inglese sono proprio una mezza sega. Quindi dalla prossima volta sono pregata di portarmi dietro un libretto in italiano per leggergli la fiaba della buonanotte "perchè almeno in italiano sai leggere, vero???" ...

6. Ho scoperto che esiste un  orso più rincoglionito di Winnie the Pooh: si chiama Agente Speciale Oso ed è davvero un decelebrato. Ma di questo magari parlerò in un altro post.

Statemi bene!

venerdì 19 marzo 2010

Saluti e baci dalle Dolomiti (parte prima)

Mi rendo conto di essere sparita per un po', ma la verità è che sono in vacanza part-time.
I genitori dei nani mi hanno portato con loro in montagna: i botolotti di 2 anni non sono ammessi alla ski-schule, così ero l'unica possibilità di mamma-dei-nani di godersi la settimana bianca.
Per me non è un gran sacrificio: a Milano non avevo nulla da fare e in più odio sciare.
La montagna invece mi piace, peccato che le strade siano tutte così maledettamente in salita! Io ho polmoni da milanese e dopo 20 metri ansimo come il lupo asmatico della spada nella roccia, e aggiungeteci che devo pure spingere un passeggino con sopra mezzo quintale di bambino.
...strano che qui in Trentino, evoluti come sono, non abbiano ancora pensato di istallare delle scale mobili. Rivoluzionerebbero per sempre il concetto di montagna.

Comunque, salite a parte, è piacevole stare qui.
Tutte le mattine mi alzo alle 7.30, faccio una meravigliosa doccia bollente e poi mi guardo Heidi su Italia1, tanto per restare in tema.
E' incredibile come Heidi non passi mai di moda: è da quando sono nata che me lo propino ogni anno, eppure a riguardarlo mi appassiono sempre. Quando sarò in punto di morte, anzichè i momenti cruciali della mia vita, mi scorreranno davanti tutti e 52 gli episodi di Heidi, con tanto di caprette che saltellano giulive su e giù. Ne sono sicura.

Io sono una di quelle che alla domanda "mare o montagna?" risponde subito mare. Ma è solo perchè mi dimentico sempre di quanto mi mandino in estasi le montagne.
Viste da qui sono davvero immense. Mi verticalizzano. E' come se la testa mi schizzasse verso l'alto e insieme a quell'aria frizzantina io inspirassi tutto il panorama.
Più o meno è la stessa vertigine di quando guardo da sotto il Duomo di Milano, ma senza la puzza di tubo di scappamento.
Bimbo-Patata invece è indifferente alla vista mozzafiato e in più odia la neve. Si rifiuta di toccarla e perfino di camminarci sopra se non è ben spianata. Quando una delle sue macchinine cade in terra, lui la indica con disgusto e aspetta che la sua devota vestale la raccolga e la asciughi alla perfezione. Poi si avvicina con diffidenza, verifica che io abbia fatto un lavoro di fino e infine se la riprende con una smorfia schifata.
Tutto ciò ovviamente costituisce un problema visto che qui c'è neve ovunque. 
Abbiamo passato i primi giorni a cercare senza successo un luogo asciutto dove lui potesse giocare. Infine ci siamo rassegnati all'evidenza.
Così andiamo al parco giochi, guadagnamo una panchina e passiamo un'oretta appollaiati lì sopra, tanto per poter dire che "siamo stati fuori".
Lui si stringe al petto le sue macchine e guarda torvo i bambini che si rotolano felici dai mucchi di neve fresca, costruiscono pupazzi e si lanciano con slittini e palette, io tengo d'occhio l'orologio aspettando l'ora in cui, se dio vuole, sarà accettabile tornarcene in albergo a guardare la tv e a far correre le macchinine sulla moquette.
Sembriamo i due naufraghi delle barzellette della settimana enigmistica.

...continua.

mercoledì 10 marzo 2010

Bilanci

Cose istruttive che ho imparato da Bimbo-patata e English-boy in pochi mesi di babysitteraggio:
- La canzone segreta per entrare nella MickeyMouse-ClubHouse (Miskaaaa-Muskaaa Mickey Mouse!)
- Che più fa rumore, più è divertente. Indipendentemente da che cosa sia.
- Che frignare, alla fine, funziona sempre.
- Che quello che conta è saper trattare. Sempre. Per tutto.
- Che abituare i figli a cenare alle 7 per poi spedirli a letto alle 8 è davvero una grande idea.
- Che gli uomini, anche se piccoli, non vanno mai sminuiti.

Cose educative che ho insegnato a Bimbo-patata e English-boy in pochi mesi di babysitteraggio:
- A sputare (ma non è stato intenzionale)
- Ad aprire il rubinetto del bidet per allagare il bagno (anche questo non è stato intenzionale)
- A fare le scale, arrampicarsi sul tavolo e raggiungere l'armadietto dove la mamma nasconde le briòsc.
- Ad indicarsi la pancia con aria soddisfatta alla domanda "dov'è finita la briòsc?" (questa invece è stata studiata a tavolino, per far sorridere la genitrice e distogliere l'attenzione dal  fatto che ho trasformato suo figlio di due anni in una specie di scimmia ruba-merendine.)
- A mangiare la nutella dal barattolo usando direttamente le dita.
- Che il kiwi con lo zucchero è molto più buono, e se non lecchi il piattino godi solo a metà.

Se mi licenziano, almeno potrò dire di aver lasciato un segno.

giovedì 4 marzo 2010

Bimbo-Patata & English-Boy

I bimbi che al momento babysittero sono due.
Si chiamano Bimbo-patata e English-boy.

Bimbo-patata ha due anni scarsi, sorride sempre ed è più largo che lungo.
La cosa che più lo soddisfa al mondo è mangiare la banana tagliata a rondelle.
Sa dire tre parole: mamma, papà e briòsc.
Tutto il resto dell'universo conta poco, e si può comodamente indicare con un generico "tata".
Come molti uomini, ha una passione sfrenata per le auto e vive in simbiosi con una macchinina grigia di nome Nunnu. Nunnu finisce spesso sotto ai mobili, rendendo necessarie pericolosissime operazioni di recupero, che vedono la sventurata babysitter slogarsi le braccia sotto i divani o strisciare sotto armadi e lettini, ricoprendosi di polvere da capo a piedi.
Bimbo-patata ha trovato tutto ciò molto divertente, finchè Nunnu non è misteriosamente scomparso dalla faccia della terra: hanno pensato tutti a una tragica fatalità.

English-boy è il fratello di Bimbo-patata.
Ha 5 anni, ha già perso 4 denti, sa leggere parole di 4 lettere, nuotare nella piscina profonda e giocare a tennis senza racchetta.
Non vede l'ora di compierne 6, così potrà finalmente iscriversi al club del golf e guidare la Mercedes di suo papà.
I suoi genitori lo vorrebbero bilingue, così lo hanno iscritto ad una prestigiosa scuola inglese, gli comprano solo libri in inglese e lo obbligano a guardare la Playhouse-Disney rigorosamente in inglese.
English-boy però è un piccolo ribelle e di essere bilingue non ne vuole sapere.
Così, tra l'italiano, sua lingua madre, e l'inglese, sua lingua acquisita, ha preso una decisione drastica e da giorni si ostina a parlare solo in spagnolo, lingua del suo compagno di banco Miguel.
I genitori si disperano e gridano allo scandalo.
La babysitter italofona se la ride sotto i baffi.

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