venerdì 19 marzo 2010

Saluti e baci dalle Dolomiti (parte prima)

Mi rendo conto di essere sparita per un po', ma la verità è che sono in vacanza part-time.
I genitori dei nani mi hanno portato con loro in montagna: i botolotti di 2 anni non sono ammessi alla ski-schule, così ero l'unica possibilità di mamma-dei-nani di godersi la settimana bianca.
Per me non è un gran sacrificio: a Milano non avevo nulla da fare e in più odio sciare.
La montagna invece mi piace, peccato che le strade siano tutte così maledettamente in salita! Io ho polmoni da milanese e dopo 20 metri ansimo come il lupo asmatico della spada nella roccia, e aggiungeteci che devo pure spingere un passeggino con sopra mezzo quintale di bambino.
...strano che qui in Trentino, evoluti come sono, non abbiano ancora pensato di istallare delle scale mobili. Rivoluzionerebbero per sempre il concetto di montagna.

Comunque, salite a parte, è piacevole stare qui.
Tutte le mattine mi alzo alle 7.30, faccio una meravigliosa doccia bollente e poi mi guardo Heidi su Italia1, tanto per restare in tema.
E' incredibile come Heidi non passi mai di moda: è da quando sono nata che me lo propino ogni anno, eppure a riguardarlo mi appassiono sempre. Quando sarò in punto di morte, anzichè i momenti cruciali della mia vita, mi scorreranno davanti tutti e 52 gli episodi di Heidi, con tanto di caprette che saltellano giulive su e giù. Ne sono sicura.

Io sono una di quelle che alla domanda "mare o montagna?" risponde subito mare. Ma è solo perchè mi dimentico sempre di quanto mi mandino in estasi le montagne.
Viste da qui sono davvero immense. Mi verticalizzano. E' come se la testa mi schizzasse verso l'alto e insieme a quell'aria frizzantina io inspirassi tutto il panorama.
Più o meno è la stessa vertigine di quando guardo da sotto il Duomo di Milano, ma senza la puzza di tubo di scappamento.
Bimbo-Patata invece è indifferente alla vista mozzafiato e in più odia la neve. Si rifiuta di toccarla e perfino di camminarci sopra se non è ben spianata. Quando una delle sue macchinine cade in terra, lui la indica con disgusto e aspetta che la sua devota vestale la raccolga e la asciughi alla perfezione. Poi si avvicina con diffidenza, verifica che io abbia fatto un lavoro di fino e infine se la riprende con una smorfia schifata.
Tutto ciò ovviamente costituisce un problema visto che qui c'è neve ovunque. 
Abbiamo passato i primi giorni a cercare senza successo un luogo asciutto dove lui potesse giocare. Infine ci siamo rassegnati all'evidenza.
Così andiamo al parco giochi, guadagnamo una panchina e passiamo un'oretta appollaiati lì sopra, tanto per poter dire che "siamo stati fuori".
Lui si stringe al petto le sue macchine e guarda torvo i bambini che si rotolano felici dai mucchi di neve fresca, costruiscono pupazzi e si lanciano con slittini e palette, io tengo d'occhio l'orologio aspettando l'ora in cui, se dio vuole, sarà accettabile tornarcene in albergo a guardare la tv e a far correre le macchinine sulla moquette.
Sembriamo i due naufraghi delle barzellette della settimana enigmistica.

...continua.

2 commenti:

  1. vedo che la macchina e' una porsche e gli manca almeno una ruota come d'ordinanza.

    Direi che la montagna ti fa bene, e quindi provvederemo a portarti di nuovo in qualche posto.

    Fai la valigia e vieni un po' in giro?

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